In Calabria, la regione dove meno si legge, dove l’informazione tranne lodevoli eccezioni è fatta per disinformare e rendere omaggi come fanno i mafiosi alla Madonna di Polsi, dove il primo figlio di putt… per fare “piaciri” a qualcuno che gli serve può distruggere impunemente una Fondazione con il suo patrimonio materiale e immateriale e arrivare a chiudere un giornale come ICalabresi apprezzato e letto ovunque in Italia, di sicuro ha una libertà di scelta assai ampia.
Chi ama tutto questo lerciume può farlo comodamente ma se invece – come dovrebbe – gli fa schifo può utilmente astenersi dal leggere I Nuovi Calabresi, evitando cosi a sé stessi la fatica di piegarsi per pulire le scarpe ai “potenti” criminogeni e a noi di spendere i soldi della pensione ridotta da 4 delinquenti protetti anche da santi magistrati, compensati per ora con manifestazioni devozionali, oltre la fatica e la salute precaria a 79 anni.
È un suggerimento che considero reciprocamente utile: voi – molti di voi, non tutti – nuotate felici e consapevoli nelle vasche sporche ed io, un cosentino mal riuscito, posso riposarmi senza incazzarmi nella dolce ed ospitalissima Maremma toscana.
Non avete neppure bisogno di cercare qualcuno che tarocchi le sentenze o almeno ci provi a farlo. Vale il detto latino Quod lex non dicit non vult! Traduco per i non latinisti: ciò ca legge nun ldice vole dire che nun lo vole.
Mi pare che vivere in una regione dove spesso la legge è un orpello è un vero privilegio. Ma allora questo “privilegio” ce lo dobbiamo spartire (perché per quanto atipico risulta che sono nato a Cosenza il 21 febbraio 1946, segno dei Pesci, che possono essere merluzzi, alici o pescispade). E fuor di metafora possiamo con pari legittimità ammirare i tanti magistrati che lavorano duro senza andare ogni giorno in televisione o quelli che lavorano pure molto ma hanno piacere di stare a pontificare e a presentare libri come fanno quasi tutte le star.
Ma mò nun rumpiti i cabbasisi perché ognuno ha le sue fisime: io sono uno che non si tiene il cecio in bocca e la lingua pendula. Avete persino la fortuna di poter scegliere uno che porta lo stesso cognome. Ha solo un piccolo difetto. È un fedifrago, un traditore di ogni valore morale, e conoscendomi è pure un poco cretino se pensava di farla franca perché lui è un piacione servile per natura – lo aiuta anche il fisico da belloccio. Io che belloccio non sono, monogamo e fedele alla dolce moglie da 44 anni, che pure avendo diretto “le relazioni esterne” di società importanti ho sempre trovato scuse per evitare di andare in televisione, di partecipare a salotti esclusivi, di evitare, tranne in un caso, le pallosissime cene del Rotary, insomma a curare l’amore per la solitudine e l’ amicizia vera e profonda u vuliti capire ca nun mi cangiate manco da morto?