In teoria i cittadini dell’Unione Europea hanno un largo ventaglio di organismi comunitari per ottenere giustizia.
Al vertice, la Commissione europea dei diritti e il Tribunale dei diritti dell’UE che hanno sede a Lussemburgo.
Se avete la pazienza di scorrere il lungo elenco degli organi giurisdizionali comunitari strabuzzerete gli occhi per la meraviglia. Se poi superata la barriera dello stupore andate a vedere nel merito scoprirete che in moltissimi casi la competenza vera spetta ai singoli paesi e in ogni caso – se riuscite a farvi prendere sul serio – i tempi sono biblici cioè inutili anche per ultracentenari.
È la riproposizione in grande di quanto accade in Italia. Tu pensi, se hai argomenti e prove certe, che il giudice dandoti torto o non ha neppure letto bene le carte o per fare presto (il motto della riforma Cartabia è “Presto e male”) o ha preso lucciole per lanterne. Saltato l’inutile passaggio detto “ricusazione del giudice” che vale solo se lo hai trovato con le mani immerse nella marmellata puoi rivolgerti in teoria al CSM. Se sei un normale cittadino incensurato, pulito come acqua di fonte “non ti filano de pezza” sic Romae dicunt. Se proprio non è possibile coprire tutto con una mano di pece lo 0,02 % dei magistrati viene punito di norma blandamente. La stragrande maggioranza si fa una risata e ti obbliga a ripetere 100, 1000 volte che l’autonomia della Magistratura è sacra e non si tocca. Chi può non essere d’accordo con queste sante parole?
Insomma Europa, intesa come UE e singoli paesi, Italia in prima fila, si somigliano come due gocce d’acqua.
E allora ci si domanda: perché prendere a pernacchie l’Europa che tante cose buone, necessarie o indispensabili le ha fatte e le fa – non so perché ma mi viene in mente il nome del bauscia Salvini che ha il merito di far sentite noi meridionali “degli Einstein” – e invece siamo così impecoriti da gridare oggi meno male che Nicola c’è o a Catanzaro W il miracolato chi cazz’è Gigliotti?
Si chiama complesso Plavoniano, una specie di coazione a ripetere, insomma fare come i pappagalli.
Ma da qui a passare a dire Viva viva santa UE ne passa. Ma anche qui non è che l’Italia sia una verginella.
Per otto anni come Direttore dei rapporti internazionali e comunitari delle Ferrovie, mi spiace non poter dire di non essere un miracolato come il cazz’è? Gigliotti, il solo caso di un tizio che ti querela perché hai pubblicato due articoli su ICalabresi con il suo curriculum e non potendo accettare che il PM di Catanzaro “città sua” ne abbia chiesto l’archiviazione ottiene dalla Corte di Appello di Roma “un supplemento di indagine non bastando i 12 mesi per leggere 20 righe – e per confermare il suo profilo di Jena Walter Pellegrini ti rifiuta la manleva “perché li piacia cussi”, cioè la garanzia dell’immunità che come Direttore de ICalabresi avevo incontestabilmente – detto tutto questo: come cazzo ci permettiamo di parlare male dell’Europa senza la quale oggi ci giochiamo il didietro?
Italiani di terra di cielo e di mare! Ma annate un po’ a fare in c…