A seguito della scomparsa del Giuliani il 27 ottobre 2020, Pellegrini ha assunto a norma di Statuto le funzioni di Amministratore Straordinario e nel febbraio 2021 con atto notarile, con Riunione convocata dall’Amministratore Straordinario, veniva approvato un nuovo Statuto che nominava i membri del Cda nelle persone di Francesco Pellegrini, Santo Emanuele Mungari, Ermelinda Catanese, Giovanni Gambaro e Walter Pellegrini.
Nel Cda così costituito Francesco Pellegrini fu eletto Presidente della Fondazione mantenendo anche la carica di direttore Generale. […]
Nondimeno con un’oculata gestione e senza che il Direttore Generale percepisse alcun compenso si evitò di sforare il budget pari per i primi anni a € 250.000, tutti sotto forma di prestiti a lungo termine da parte del Fondatore che venivano iscritti a bilancio tra le passività, sicché nel corso degli anni, compresi gli oneri per l’acquisto e la ristrutturazione della Villa si arrivò ad un passivo nominale pari a circa € 7.000.000 sanato con la nomina di erede universale da parte del defunto Presidente. Con una straordinaria azione mistificatoria i responsabili a seguito un’azione illegittima e immotivata nuovi vertici della Fondazione (la prima di una lunga serie) fecero credere anche in sede processuale al Giudice che tale passività fosse frutto di “mala gestio”.
Fu creato tra altre importanti iniziative Consentia Itinera nato come percorso multimediale nella storia antica di Cosenza poi denominato Museo multimediale con diverse produzioni, uno dei più grandi d’Italia e grazie alla direttrice Anna Cipparrone riconosciuto come Museo di rilevanza nazionale e partner di istituzioni culturali prestigiose.
In seguito a quanto concordato con il sindaco pro tempore arch. Occhiuto il Cda il 28.10.2011 approva una Convenzione con il Comune per il sostegno e attività no profit, instaurando in tal modo un rapporto Pubblico – Privato qualificato di “sussidiarietà orizzontale” oggi normato dal Nuovo Codice del Terzo Settore.
I manigoldi nominati dallo scrivente membri del Cda il 30 maggio 2022 con una manovra immotivata e pasticciata anche nel merito lo faranno cadere per liberarsi del sottoscritto non solo presidente e direttore generale, ma di fatto attuatore dell’intero progetto, dalla stesura del primo Statuto fino al colpo di mano suindicato.
Il presidente mise a verbale la seguente nota:
Al termine degli interventi, alle ore 19:15, si procede con la votazione, a partire dal punto primo all’OdG “Approvazione bilancio consuntivo 2021”. […]
I Consiglieri non approvano il bilancio poiché́ ritengono necessario verificare la questione posta da Pietro SPIRITO in riferimento alla voce di ammortamento. Il Presidente dà lettura di quanto segue. “Nel prendere atto della volontà̀ manifestata da tutti i componenti del CdA di non approvare il bilancio consuntivo, per altro in linea con quello preventivo approvato, egli ritiene doveroso fare presente che non sussiste alcuna legittima ragione che giustifichi una tale presa di posizione. I componenti del CdA che manifestano una volontà̀ siffatta, in palese assenza di giusta causa e per reconditi fini, si assumono responsabilità̀ individuali che saranno vagliate nelle competenti sedi giurisdizionali. A tale proposito, il Presidente dichiara che intende salvaguardare la Fondazione, soprattutto in un momento che richiede il massimo impegno per rilanciarne, dopo la pandemia, le attività̀, in coerenza con lo scopo fondativo, facendo emergere le cause effettive dell’infausto esito odierno. Senza infingimenti occorre dire che il CdA ha perpetrato un vero e proprio atto illecito, tale dovendosi qualificare una immotivata bocciatura di bilancio consuntivo da parte di coloro che, viceversa, avevano approvato il bilancio preventivo. Il Presidente ritiene che, dalle affermazioni improprie, in particolare dei Consiglieri Linda CATANESE, Santo Emanuele MUNGARI e Walter PELLEGRINI, e in contrasto con determinazioni assunte in termini sostanziali e formali perché́ il Presidente fondasse e dirigesse un giornale online, con i contenuti e il profilo che erano comuni anche al primo progetto Calavria (giornale d’inchiesta libera e rigorosa, di cui si dirà) , si ipotizzi il ridimensionamento o addirittura la chiusura del giornale I Calabresi, che, come detto dal Consigliere Walter PELLEGRINI, non reca giovamento alla Fondazione – . Il Presidente rileva una inaccettabile sottostimazione o addirittura ostilità̀, in presenza di dati numerici e qualitativi che fanno de I Calabresi un progetto editoriale riuscito, stimato, letto da centinaia di migliaia di lettori, non solo calabresi, in Italia e all’estero, giudicato anche dai suoi avversari, veri professionisti della menzogna, come giornale che “fa opinione” e, aggiunge, crea timori e ostilità̀ che sarebbe grave se mai interferissero con le responsabilità̀ istituzionali di questo Consiglio di Amministrazione. In conclusione, pertanto, si riserva di assumere le conseguenti necessarie iniziative che valgano a preservare la Fondazione e la Calavria Srl, che edita I Calabresi, da ogni intento speculativo mirante a intralciarne il percorso”.
Ad integrazione e maggior chiarezza va precisato che il quotidiano on line chiuso un anno dopo la sua prima uscita registra 2,5 milioni di lettori presenti in tutt’Italia, era stato valutato con certificazione dell’economista e Manager apicale di importati società e istituzioni pubbliche € 250.000,00 in rapida crescita (al pari della editrice Calavria con capitale iniziale da € 20.000,00 a quello finale di € 250.000, con 31.000 follower della pagina FB e con un budget PREVISTO PER UNA PERIODICITA’ SETTIMANALE, subito divenuta quotidiana, pari ad € 160.000, solo il primo anno non rispettato nella misura di € 50.000 per l’imprevista diffusione con relativi incrementi di costi per la promozione/diffusione su rete. […]
Ciò che rileva codesto per On. Consiglio è quanto precede sia la decisione che il Tribunale civile di Roma nella sentenza che si ritiene imminente per giudicare se quanto compiutosi il 30 maggio 2022 sia stato un “Abuso di diritto” camuffato in sede processuale e mediatica con la produzione seriale di dati falsi, risultati gestionali fantasiosi e fuorvianti, e accompagnato da un’azione diffamatoria e persecutoria nei confronti del sottoscritto – di fatto Ciò condivisa e protetta da un sistema di poteri de jure e de facto dominanti in Calabria, compresi esponenti della Magistratura inquirente, è la “bocciatura” da parte del Cda Presieduto dallo scrivente Francesco Pellegrini del numero”0” del mensile cartaceo CALAVRIA predisposto dal sig. Antonio NICASO notoriamente amico da sempre e coautore dei numerosi libri sulla piovra mafiosa a firma del Procuratore dott. Nicola Gratteri.
A questi fini sia pure con alcuni omissis necessari per la loro minore rilevanza quanto messo a verbale del Cda della Fondazione Attilio e Elena Giuliani per motivare la negata approvazione del suindicato progetto editoriale denominato CALAVRIA:
Va premesso che la fase preparatoria del mensile cartaceo seguito solo episodicamente dal Presidente Francesco Pellegrini e lasciato invece come da delega per le attività editoriali dall’ omonimo Walter Pellegrini è stata di fatto guidata e dettata dal direttore designato Antonio Nicaso che si presume abbia tenuto informato il dott. Gratteri che a quel progetto editoriale era legittimamente interessato. Sul merito delle modalità di questa fase progettuale si rinvia al verbale del Cda del 20.04.2021 che ne fornisce ampia e incontestabile ricostruzione. In sintesi si può affermare tutte le scelte più significative, in particolare quelle relative agli affidamenti professionali a collaboratori e redattori, compresi i livelli retributivi sono state demandate al sig. Nicaso da mero finanziatore con l’inevitabile conseguenza che la Fondazione con la sua controllata srl Calavria editrice doveva acconciarsi a mero finanziatore di un prodotto il cui costo reale sarebbe stato compreso tra il minimo di € 200.000 al massimo di € 220.000, in concreto ogni singola copia distribuita sarebbe costata € 350.
Queste informazioni si ritengono ineludibili a conferma del fatto che il mensile doveva essere pubblicato ad ogni costo perché – vi sono indizi plurimi convergenti in tal senso – era ritenuto interesse primario certo del direttore NIcaso ma soprattutto del suo mentore e beneficiario finale in persona del dott. Gratteri. E quindi appare corretto il commento, tra gli altri del giornale on line Il Dubbio che titola: Gratteri ha ragione, ai magistrati manca un giornale che li difenda. È quanto può fondatamente dedursi da quanto detto dal Procuratore Gratteri nel corso della trasmissione della trasmissione La7 Otto e mezzo del 25.02.2025: ai magistrati serve un giornale e correggendo l’ironica denominazione Il Fatto, alla luce di quanto sopra detto dovrebbe chiamarsi CALAVRIA, come segno di continuità con l’iniziale progetto NICASO.
Citiamo quanto scrive IL DUBBIO:
Il procuratore di Napoli dice in tv che le toghe sono sprovviste del “fuoco mediatico” necessario contro la separazione delle carriere. E lo dice proprio qui, nel paese dove il processo mediatico è elevato a forma d’arte.
Si voglia o meno assegnare al dott. Gratteri in questa vicenda mediatica, con molta generosità, il semplice ruolo di osservatore favorevole e fino ad un certo punto compiaciuto si può legittimamente pensare – e non in astratto ma la sequenzialità degli atti e delle affermazioni in più occasioni riferibili al Procuratore Gratteri un ruolo di favoreggiatore con modalità commissive o soprattutto omissive in una vicenda nella quale sono certi, documentati e rilevabili almeno i seguenti effetti.
1) In violazione a quanto prescritto all’ art. 55 del Codice del Terzo settore si è violata l’intesa tra Pubblico e Privato denominata “sussidiarietà orizzontale” con esiti potenzialmente letali – come nel caso della Fondazione Giuliani – per gli Enti del Terzo settore.
2) Si è violato platealmente l’art 21 della Costituzione della Repubblica chiudendo immotivatamente ed anzi in spregio ad ogni principio di razionalità anche patrimoniale ed economica il primo giornale d’ inchiesta libero, non manipolabile da forze ed interessi esterni, denominato ICalabresi e definito “un danno per la Fondazione” da un “congiurato” con interesse prioritario a non deludere le aspettative sia del direttore designato sia del suo mentore e ispiratore dott. Gratteri.
3) Si è disperso un patrimonio materiale non inferiore a € 13.000,000 e immateriale incalcolabile, con costi umani e professionali anche per lo scrivente che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Roma. […]
Chi ha autorizzato, protetto e condiviso l’azione distruttrice di Villa Rendano e de ICalabresi?
24 Marzo 2025Gratteri ha ragione, ai magistrati serve un giornale: potrebbero chiamarlo il Fatto…
24 Marzo 2025A seguito della scomparsa del Giuliani il 27 ottobre 2020, Pellegrini ha assunto a norma di Statuto le funzioni di Amministratore Straordinario e nel febbraio 2021 con atto notarile, con Riunione convocata dall’Amministratore Straordinario, veniva approvato un nuovo Statuto che nominava i membri del Cda nelle persone di Francesco Pellegrini, Santo Emanuele Mungari, Ermelinda Catanese, Giovanni Gambaro e Walter Pellegrini.
Nel Cda così costituito Francesco Pellegrini fu eletto Presidente della Fondazione mantenendo anche la carica di direttore Generale. […]
Nondimeno con un’oculata gestione e senza che il Direttore Generale percepisse alcun compenso si evitò di sforare il budget pari per i primi anni a € 250.000, tutti sotto forma di prestiti a lungo termine da parte del Fondatore che venivano iscritti a bilancio tra le passività, sicché nel corso degli anni, compresi gli oneri per l’acquisto e la ristrutturazione della Villa si arrivò ad un passivo nominale pari a circa € 7.000.000 sanato con la nomina di erede universale da parte del defunto Presidente. Con una straordinaria azione mistificatoria i responsabili a seguito un’azione illegittima e immotivata nuovi vertici della Fondazione (la prima di una lunga serie) fecero credere anche in sede processuale al Giudice che tale passività fosse frutto di “mala gestio”.
Fu creato tra altre importanti iniziative Consentia Itinera nato come percorso multimediale nella storia antica di Cosenza poi denominato Museo multimediale con diverse produzioni, uno dei più grandi d’Italia e grazie alla direttrice Anna Cipparrone riconosciuto come Museo di rilevanza nazionale e partner di istituzioni culturali prestigiose.
In seguito a quanto concordato con il sindaco pro tempore arch. Occhiuto il Cda il 28.10.2011 approva una Convenzione con il Comune per il sostegno e attività no profit, instaurando in tal modo un rapporto Pubblico – Privato qualificato di “sussidiarietà orizzontale” oggi normato dal Nuovo Codice del Terzo Settore.
I manigoldi nominati dallo scrivente membri del Cda il 30 maggio 2022 con una manovra immotivata e pasticciata anche nel merito lo faranno cadere per liberarsi del sottoscritto non solo presidente e direttore generale, ma di fatto attuatore dell’intero progetto, dalla stesura del primo Statuto fino al colpo di mano suindicato.
Il presidente mise a verbale la seguente nota:
Al termine degli interventi, alle ore 19:15, si procede con la votazione, a partire dal punto primo all’OdG “Approvazione bilancio consuntivo 2021”. […]
I Consiglieri non approvano il bilancio poiché́ ritengono necessario verificare la questione posta da Pietro SPIRITO in riferimento alla voce di ammortamento. Il Presidente dà lettura di quanto segue. “Nel prendere atto della volontà̀ manifestata da tutti i componenti del CdA di non approvare il bilancio consuntivo, per altro in linea con quello preventivo approvato, egli ritiene doveroso fare presente che non sussiste alcuna legittima ragione che giustifichi una tale presa di posizione. I componenti del CdA che manifestano una volontà̀ siffatta, in palese assenza di giusta causa e per reconditi fini, si assumono responsabilità̀ individuali che saranno vagliate nelle competenti sedi giurisdizionali. A tale proposito, il Presidente dichiara che intende salvaguardare la Fondazione, soprattutto in un momento che richiede il massimo impegno per rilanciarne, dopo la pandemia, le attività̀, in coerenza con lo scopo fondativo, facendo emergere le cause effettive dell’infausto esito odierno. Senza infingimenti occorre dire che il CdA ha perpetrato un vero e proprio atto illecito, tale dovendosi qualificare una immotivata bocciatura di bilancio consuntivo da parte di coloro che, viceversa, avevano approvato il bilancio preventivo. Il Presidente ritiene che, dalle affermazioni improprie, in particolare dei Consiglieri Linda CATANESE, Santo Emanuele MUNGARI e Walter PELLEGRINI, e in contrasto con determinazioni assunte in termini sostanziali e formali perché́ il Presidente fondasse e dirigesse un giornale online, con i contenuti e il profilo che erano comuni anche al primo progetto Calavria (giornale d’inchiesta libera e rigorosa, di cui si dirà) , si ipotizzi il ridimensionamento o addirittura la chiusura del giornale I Calabresi, che, come detto dal Consigliere Walter PELLEGRINI, non reca giovamento alla Fondazione – . Il Presidente rileva una inaccettabile sottostimazione o addirittura ostilità̀, in presenza di dati numerici e qualitativi che fanno de I Calabresi un progetto editoriale riuscito, stimato, letto da centinaia di migliaia di lettori, non solo calabresi, in Italia e all’estero, giudicato anche dai suoi avversari, veri professionisti della menzogna, come giornale che “fa opinione” e, aggiunge, crea timori e ostilità̀ che sarebbe grave se mai interferissero con le responsabilità̀ istituzionali di questo Consiglio di Amministrazione. In conclusione, pertanto, si riserva di assumere le conseguenti necessarie iniziative che valgano a preservare la Fondazione e la Calavria Srl, che edita I Calabresi, da ogni intento speculativo mirante a intralciarne il percorso”.
Ad integrazione e maggior chiarezza va precisato che il quotidiano on line chiuso un anno dopo la sua prima uscita registra 2,5 milioni di lettori presenti in tutt’Italia, era stato valutato con certificazione dell’economista e Manager apicale di importati società e istituzioni pubbliche € 250.000,00 in rapida crescita (al pari della editrice Calavria con capitale iniziale da € 20.000,00 a quello finale di € 250.000, con 31.000 follower della pagina FB e con un budget PREVISTO PER UNA PERIODICITA’ SETTIMANALE, subito divenuta quotidiana, pari ad € 160.000, solo il primo anno non rispettato nella misura di € 50.000 per l’imprevista diffusione con relativi incrementi di costi per la promozione/diffusione su rete. […]
Ciò che rileva codesto per On. Consiglio è quanto precede sia la decisione che il Tribunale civile di Roma nella sentenza che si ritiene imminente per giudicare se quanto compiutosi il 30 maggio 2022 sia stato un “Abuso di diritto” camuffato in sede processuale e mediatica con la produzione seriale di dati falsi, risultati gestionali fantasiosi e fuorvianti, e accompagnato da un’azione diffamatoria e persecutoria nei confronti del sottoscritto – di fatto Ciò condivisa e protetta da un sistema di poteri de jure e de facto dominanti in Calabria, compresi esponenti della Magistratura inquirente, è la “bocciatura” da parte del Cda Presieduto dallo scrivente Francesco Pellegrini del numero”0” del mensile cartaceo CALAVRIA predisposto dal sig. Antonio NICASO notoriamente amico da sempre e coautore dei numerosi libri sulla piovra mafiosa a firma del Procuratore dott. Nicola Gratteri.
A questi fini sia pure con alcuni omissis necessari per la loro minore rilevanza quanto messo a verbale del Cda della Fondazione Attilio e Elena Giuliani per motivare la negata approvazione del suindicato progetto editoriale denominato CALAVRIA:
Va premesso che la fase preparatoria del mensile cartaceo seguito solo episodicamente dal Presidente Francesco Pellegrini e lasciato invece come da delega per le attività editoriali dall’ omonimo Walter Pellegrini è stata di fatto guidata e dettata dal direttore designato Antonio Nicaso che si presume abbia tenuto informato il dott. Gratteri che a quel progetto editoriale era legittimamente interessato. Sul merito delle modalità di questa fase progettuale si rinvia al verbale del Cda del 20.04.2021 che ne fornisce ampia e incontestabile ricostruzione. In sintesi si può affermare tutte le scelte più significative, in particolare quelle relative agli affidamenti professionali a collaboratori e redattori, compresi i livelli retributivi sono state demandate al sig. Nicaso da mero finanziatore con l’inevitabile conseguenza che la Fondazione con la sua controllata srl Calavria editrice doveva acconciarsi a mero finanziatore di un prodotto il cui costo reale sarebbe stato compreso tra il minimo di € 200.000 al massimo di € 220.000, in concreto ogni singola copia distribuita sarebbe costata € 350.
Queste informazioni si ritengono ineludibili a conferma del fatto che il mensile doveva essere pubblicato ad ogni costo perché – vi sono indizi plurimi convergenti in tal senso – era ritenuto interesse primario certo del direttore NIcaso ma soprattutto del suo mentore e beneficiario finale in persona del dott. Gratteri. E quindi appare corretto il commento, tra gli altri del giornale on line Il Dubbio che titola: Gratteri ha ragione, ai magistrati manca un giornale che li difenda. È quanto può fondatamente dedursi da quanto detto dal Procuratore Gratteri nel corso della trasmissione della trasmissione La7 Otto e mezzo del 25.02.2025: ai magistrati serve un giornale e correggendo l’ironica denominazione Il Fatto, alla luce di quanto sopra detto dovrebbe chiamarsi CALAVRIA, come segno di continuità con l’iniziale progetto NICASO.
Citiamo quanto scrive IL DUBBIO:
Il procuratore di Napoli dice in tv che le toghe sono sprovviste del “fuoco mediatico” necessario contro la separazione delle carriere. E lo dice proprio qui, nel paese dove il processo mediatico è elevato a forma d’arte.
Si voglia o meno assegnare al dott. Gratteri in questa vicenda mediatica, con molta generosità, il semplice ruolo di osservatore favorevole e fino ad un certo punto compiaciuto si può legittimamente pensare – e non in astratto ma la sequenzialità degli atti e delle affermazioni in più occasioni riferibili al Procuratore Gratteri un ruolo di favoreggiatore con modalità commissive o soprattutto omissive in una vicenda nella quale sono certi, documentati e rilevabili almeno i seguenti effetti.
1) In violazione a quanto prescritto all’ art. 55 del Codice del Terzo settore si è violata l’intesa tra Pubblico e Privato denominata “sussidiarietà orizzontale” con esiti potenzialmente letali – come nel caso della Fondazione Giuliani – per gli Enti del Terzo settore.
2) Si è violato platealmente l’art 21 della Costituzione della Repubblica chiudendo immotivatamente ed anzi in spregio ad ogni principio di razionalità anche patrimoniale ed economica il primo giornale d’ inchiesta libero, non manipolabile da forze ed interessi esterni, denominato ICalabresi e definito “un danno per la Fondazione” da un “congiurato” con interesse prioritario a non deludere le aspettative sia del direttore designato sia del suo mentore e ispiratore dott. Gratteri.
3) Si è disperso un patrimonio materiale non inferiore a € 13.000,000 e immateriale incalcolabile, con costi umani e professionali anche per lo scrivente che sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Roma. […]
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