C’è un caso Gratteri che solo alle truppe cammellate calabresi in particolare non procurerà neppure un battito di ciglio. Non voglio infierire e qui mi fermo. Solo per suscitare un sorriso, a Massa Marittima – merito o colpa mia – in tanti seguono la morte lenta del Cosenza calcio e altrettanti conoscono il suo presidente necroforo (alias becchino). Ma se accenni a Gratteri che pure vedono dilagare in TV, non sanno chi è e neppure si chiedono che cosa vuole dire quando parla. Per me è un ottimo sondaggio. Vuol dire la “gratterite” al momento non ha attecchito lontano dalla punta dello stivale.
Ma se comunque “un caso Gratteri” esiste, occorre capire anche il correlato “Caso LA7”, intendendo la rete televisiva ed editoriale (Il Corriere della Sera, mica cazzi) che fa capo ad Umberto Cairo.
Nel circuito televisivo di cui è proprietario – con un ottimo seguito grazie alla decadenza in articulo mortis del Biscione e al suicidio consapevole della RAI – rientrano oltre al TG7 che il bravissimo Enrico Mentana ha fatto diventare leader (a proposito non è né un merito né una colpa ma ci conosciamo dagli anni ’60, perché facevamo gavetta presso la Direzione Nazionale del PSI e ieri l’ho contattato) nel pianeta la7, ripeto, trovi Otto e mezzo con la Gruber specializzata nell’antimelonismo a prescindere, Piazza pulita e Di Martedì del sempre sorridente Floris.
Cos’hanno in comune questi tre programmi? Sono occupati a giorni alterni da Nicola Gratteri, che parla di tutto con qualche fuoruscita dal vasino (la Meloni più furba che intelligente, ad esempio). Quando questo accade non c’è nulla di casuale. Vuol dire che l’editore per ragioni che non conosciamo ha fatto un accordo con il Procuratore e lui, a ragione, ne approfitta.
Come non bastasse nella trasmissione sempre su La7 condotta dal bravo Gramellini con Roberto Vecchioni latinista e grecista al fianco è stata resa pubblica la lettera scritta da Mario Occhiuto colpito da un dramma familiare che merita il rispetto di tutti.
Ma, l’ho già detto, al dolore così profondo si addice di più il silenzio e la sofferenza intima. Occhiuto ha deciso di fare altrimenti ed è del tutto legittimo che abbia consegnato i suoi sentimenti di padre sofferente ad una lettera. Ma mi chiedo: quante decine di migliaia sono colpite da questi drammi? Io non ne parlo ma non per questo sia pure in modi diversi sono un padre risparmiato dal dolore profondo. Questo non ha frenato i 4 delinquenti di Villa Rendano, che questo e altro conoscevano.
Come concludere parlando de La7, e Gramellini lì compare ogni fine settimana. Era proprio necessario dedicare uno spazio televisivo al solo dramma di Occhiuto? Quanto altri possono manifestare ad una platea così larga i propri sentimenti? Gratteri alla grande, Occhiuto per condividere la propria sofferenza, solo a La7 trovano porte spalancate?