Un caso è un indizio casuale, due casi sono un indizio ma non casuale, il terzo caso sarebbe una prova.
Quando parlo di primo indizio penso alla sentenza della giudice del lavoro che doveva decidere se da direttore generale per almeno 10 anni non retribuito ha diritto ad essere pagato almeno quanto il genero di Water Pellegrini, dopo avere assistito allo scempio – di 4 traditori da lui stesso nominati come membri del CdA della Fondazione Giuliani, che impappinandosi neanche riescono senza motivarla a realizzare la loro scalata a danno di Ente del terzo settore con i provvedimenti arbitrari al seguito. Bene la predetta giudice guarda il dito e non la luna, coglie in fallo l’avvocato toscano che aveva qualificato il rapporto da DG “parasubordinato” anziché “subordinato” – in teoria al Cda peraltro da me presieduto – senza tenere conto delle ragioni ridicole della controparte (Walter Pellegrini e soci) respinge il mio Ricorso per “difetto di allegazione”.
Desidero essere chiaro sino alla banalità – Cani e porci con una laurea in Giurisprudenza sanno che non ci deve fermare al “nome” ma bisogna esaminare tutto il cotesto.
La predetta Giudice – che Dio ne scampi – ha “prescia” come raccomanda la Cartabia (che Dio la perdoni) e come a lei fa comodo, nega la cosiddetta istruttoria – escussione dei testi ecc – quindi ignora una quarantina di documenti allegati in cui risulta che il Dg Franco Pellegrini ha fatto tutto lui per la fondazione – e caso per me unico condanna il sottoscritto a pagare un’enormità di spese legali (il processo è durato 15 minuti) che per dignità non pago sapendo che prima o poi mi sarà pignorato il 20% della pensione e paradossalmente NON ACCOGLIE le puttanate di controparte: cosa accade in questi casi? Un cazzo a parte la soddisfazione di scrivere alla pseudo giudice cosa penso di lei (omissis).
Altro caso con la consulenza di un eccellente prof Ordinario di Unical, non un miracolato come il barilotto di Catanzaro chi cazz’è? Gigliotti (copyright di Palamara) presento sempre in primo grado un nuovo Ricorso spiegando perché non è “un bis in idem”, cioè la stessa minestra riscaldata, il Giudice del lavoro tutto “amicone” mi fa spiegare il famoso contesto – la causa del lavoro nasce a seguito di un’azione criminale – sembra convinto e quindi concede due mesi di tempo per spiegare meglio e in modo più articolato che non si tratta di minestra riscaldata. Faccio non da solo il compito nuovo e mi presento dall’ex amicone giudice che mi rivolge solo uno sguardo torvo. Mi aspetto che dica: nonostante i tuoi sforzi ma a me sembra che sempre di minestra riscaldata si tratta (non era vero ma il giudice è lui!) e quindi respingo il tuo ricorso tris. Ma questo accade dove la Giustizia più o meno funziona ma qui siamo in Italia dove ci sono tante persone capaci ed altre no. E infatti il giudice ex amicone certamente trova la norma giusta (cioè utile, la giustizia è un’altra cosa) senza neppure dircelo comunica che porta la memoria per tutti solo esplicativa in Camera di Consiglio e da li esce una sentenza – senza che le parti lo sapessero – che mostra di non aver neppure letto la nuova Memoria scritta da un maestro del Diritto, non un quaquaraquà, e mi CONDANNA, potrei dire a mia insaputa, a pagare per un NON PROCESSO altri € 12.000 che gli avvocati modello CEPU della novella Fondazione si affrettano ad esigere. La mia replica implicita è sempre la stessa: con il cazzo! Dovrebbero sapere che in campo ci sono due Pellegrini ma solo uno è pure CRETINO (e non si chiama Franco) perché l’altro, il cretino, è sotto processo da cui può uscire vivo solo se interviene a suo rischio e pericolo santosubitogratteri (e non ci credo, oltre alla stima per la Giudice) e l’altro, il non cretino, non ha beni e ha già una pensione pignorata. E dulcis in fundo è totalmente allergico ai banditi, ai traditori, ai PM santificati e ai giudici di umore cangiante e quindi non degni di essere chiamati giudici.